Oh, finalmente l’abbiamo trovata!

Ma cosa? La Gondola sulla Senna? No! Le cime di rape al mercato? No!… E allora l’appartamento col bidet?… Ehm, no! E cosa??? La miglior pizza napoletana che si possa mangiare a Parigi! Punto e basta.

Dopo anni di ricerche, assaggi vari, commenti e discussioni sui vari gruppi Facebook di italiani, serate in trasferta agli angoli più remoti della capitale, è comparsa così per caso sotto i miei occhi.

È un sabato pomeriggio invernale, dopo un divertente Tour dell’antico Egitto al Louvre inizio a girovagare nella zona per fare delle foto. Mi accorgo di un posto nuovo, tutto vetrato, elegante, dal nome internazionale, e fanno pizze! C’è scritto IOVINE’S. Perché non provarla stasera? Chiamo il resto del team napoleonico. Chi può meglio giudicare una signora pizza se non i colleghi napoletani Maurizio e Gabriella? Il dubbio è forte, non ha quei soliti nomi stereotipati tipo “Bella Italia Pizzeria” o “Pizzeria O’Vesuvio”. Beh, andiamoci stasera e proviamo.

Ore 20:30 prendiamo posto, l’ambiente è alla mano, gentile al tempo stesso. Se c’è gente che aspetta un tavolo c’è sempre un po’ di prosecco offerto da sorseggiare nell’attesa. Niente tovagliette a quadri o immagini di Totò e Maradona, ma solo l’arte della pizza in primo piano. Pizzaiolo a vista, vedi le sue dita modellare la massa, forno a legna, pale e una sfilza di prodotti freschi, italiani e rigorosamente di stagione, esposti lì e non nei congelatori. Pronti a essere serviti nel tuo piatto.

Il menù è una poesia da leggere tutta d’un fiato: i Pomodorini del Vesuvio, la Mozzarella di Bufala, il Prosciutto di Parma stagionato 24 mesi, rucola, scaglie del nostro Parmigiano e olio extravergine d’oliva. Una vera pizza D.O.P. Scelgo questa! È amore al primo morso, per 20 secondi mi sento in Italia. Maurizio è incredulo: “ma siamo a Napoli? Fanno anche il Panuozzo”. Per chi non lo sapesse, il Panuozzo è una sorta di panino fatto con la stessa pasta della pizza e farcito, super farcito, con tutti i migliori prodotti freschi di stagione. Una bomba di bontà, in poche parole.

Chiediamo di conoscere il proprietario, Nicola Iovine, e scopriamo che è lui stesso a mettere le mani in pasta, a vederla lievitare, a ideare le ricette, a provarle e assaggiarle. Le sue ricette sono fondate sulla tradizione napoletana, forte di avere alle spalle esperienze familiari nella ristorazione da diverse generazioni, la stessa esperienza che sta già trasmettendo ai suoi bambini. È qui a Parigi con i suoi fratelli, li unisce la passione e la voglia di aprirsi al mondo, di innovare questa tradizione centenaria attraverso la ricerca dei sapori. Una sorta di viaggio solo andata da Napoli a Parigi che percepisco sotto il palato. Gli chiediamo subito il perché di questo nome anglofono: ci spiega che non siamo in una pizzeria napoletana, non siamo lì perché abbiamo il frigo vuoto o nessuno aveva voglia di mettersi ai fornelli o per mangiare qualcosa di veloce, una pizza e via insomma! Siamo lì per mangiare la pizza di Nicola Iovine a casa sua. È sua questa pizza, gli appartiene e noi possiamo avere ogni volta che lo desideriamo questa « esperienza culinaria », come lui stesso la definisce.

E allora è fatta. Se prima non vedevo l’ora di tornare in Italia per mangiare la vera pizza adesso so che alla fine di ogni mio tour di un quartiere parigino o dei dipinti rinascimentali della Grande Galerie del Louvre, ci faccio un pensierino e dopo 400 metri sono già servita.

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